Chirurgia Ortognatica

WHO

La chirurgia ortognatica o chirurgia delle deformità facciali.

 

WHAT

È la soluzione giusta per raggiunge l’armonia estetica e l’equilibrio funzionale del viso.

 

WHEN

Le deformità facciali compaiono quando una o più delle ossa che compongono la faccia (naso, zigomi, mascella, mandibola) mostrano una crescita anomala, sia in eccesso che in difetto.

Questo cambiamento nello sviluppo si evidenzia durate il periodo di crescita del paziente, per stabilizzarsi all’età di 16-20 anni, in relazione al sesso e al tipo di deformità facciale. Solitamente la correzione chirurgica si esegue a fine crescita.

 

WHERE

La crescita anomala di un qualsiasi osso della faccia altera l’armonia facciale e l’equilibrio funzionale.

Quando l’anomalia di crescita coinvolge il mascellare superiore e/o la mandibola oltre alle problematiche estetiche, il paziente presenta una malocclusione dentale. In questi casi, il paziente dovrà integrare al trattamento chirurgico quello ortodontico (terapia ortodontico-chirurgica).

 

WHY

Circa 1/3 della popolazione presenta un grado variabile di disarmonia facciale, di cui la metà potrebbe essere candidata alla chirurgia ortognatica.

Grazie alle tecniche chirurgiche minimamente invasive e alle moderne tecnologie, negli ultimi anni, gli interventi di chirurgia ortognatica sono sempre più spesso utilizzati per correggere malocclusioni dento-scheletriche, anche di grado lieve, divenendo così una opzione per tutti.

Chirurgia ortognatica minimamente invasiva

La moderna chirurgia ortognatica prevede tecniche minimamente invasive, tempi chirurgici più rapidi e l’utilizzo di nuove tecnologie, con tempi di recupero più brevi per il paziente, non solo in termini di respirazione, deglutizione, fonazione e di funzione masticatoria, ma anche di recupero precoce della sensibilità e della mimica facciale.

Quali sono le Tecniche di mini invasività?

Moderne procedure anestesiologiche

L’utilizzo di nuovi farmaci sedativo/ipnotici a rapido smaltimento e l’uso di farmaci analgesici efficaci, unitamente l’ipotensione controllata durante l’intervento chirurgico, minimizzano le perdite ematiche e permettono una degenza più breve, favorendo un recupero più rapido per il paziente.

Minimi accessi chirurgici

Piccole incisioni intraorali di circa 3cm e limitati scollamenti dei tessuti molli, consentono di effettuare con sicurezza l’intervento chirurgico (osteotomie mandibolari e/o mascellari) preservando al massimo l’integrità delle mucose orali e delle inserzioni muscolari, non compromettendo l’apporto ematico necessario per la vitalità dei segmenti ossei mobilizzati. Inoltre, questo protocollo riduce ulteriormente le perdite e ematiche e il dolore post-operatorio.

Chirurgia veloce

Tempi chirurgici ridotti, circa 1h per ciascuna procedura (osteotomie mandibolari e/o mascellari), limitano le perdite ematiche, riducono l’infiammazione post-operatoria (edema e dolore) e il rischio di infezione.

Sistemi di osteosintesi miniaturizzati

Per la stabilizzazione dei segmenti scheletrici (mandibola o mascella) mobilizzati e riposizionati, l’utilizzo di sistemi di osteosintesi con disegni dedicati, ad alta resistenza e con minimo ingombro, richiede piccoli accessi chirurgici con minimo scollamento dei tessuti muscolari, assicurando indubbi vantaggi sui tempi di recupero.

Sutura anatomica dei tessuti

La rigorosa sutura dei muscoli mimici periorali, interrotti durante le procedure chirurgiche, non solo previene le alterazioni di forma della base nasale e delle labbra, ma ripristinando la normale continuità muscolare, assicura un recupero più rapido della corretta mimica facciale.

Nuove tecnologie in chirurgia ortognatica

L’applicazione delle moderne tecnologie biomediche ha permesso in ambito chirurgico di perfezionare le procedure convenzionali o addirittura di superare i limiti anatomo-chirurgico delle tecniche tradizionali. Le nuove applicazioni in chirurgia ortognatica hanno permesso di ottimizzare i risultati estetici e funzionali, rendendoli più predicibili.

Quali sono le nuove tecnologie?

Diagnosi 3D

Le nuove tomografie (CBTC: tomografia computerizzata a raggio conico) a bassa emissione e tridimensionali, acquisiscono accurate informazioni dello scheletro facciale e dei relativi tessuti molli, consentendo una diagnosi più accurata.

Pianificazione 3D

l’integrazione della CBTC con le fotografie tridimensionali del paziente permettono una pianificazione virtuale 3D individualizzata dei movimenti da realizzare in chirurgia, portando alla creazione di guide chirurgiche per il riposizionamento delle ossa facciali attraverso la tecnologia CAD/CAM. Queste tecnologie favoriscono una programmazione chirurgica più accurata e predicibile.

Diagnosi e Pianificazione 3D riducono notevolmente gli errori associati alle procedure tradizionali. Questi sistemi permettono di effettuare una chirurgia virtuale 3D, durante la quale il chirurgo può decidere e anticipare i movimenti che verranno successivamente applicati allo scheletro facciale. Questa pianificazione virtuale evita eventuali sorprese o incidenti inaspettati durante la chirurgia e riduce notevolmente gli errori nel riposizionamento dei mascellari.

Chirurgia piezoelettrica

L’utilizzo di strumenti piezoelettrici (ultrasuoni) in chirurgia ossea ha segnato una vera rivoluzione in chirurgia ortognatica, la precisione dello strumento permette di effettuare tagli selettivi, micrometrici, senza causare alcun danno ai tessuti adiacenti, con minimi accessi chirurgici. La rapida guarigione favorisce un recupero precoce della sensibilità e mimica facciale.

Endoscopia

I mezzi endoscopici integrano gli esami strumentali radiografici durante la fase diagnostica e nel periodo di controllo post-operatorio (follow-up). In casi selezionati (es. espansione del palato chirurgicamente assistita), l’utilizzo dei mezzi endoscopici permette una chirurgia minimamente invasiva, grazie al miglior controllo visivo che consente di ridurre gli accessi chirurgici, limitando l’invasività della procedura.

Cellule staminali

Il progresso dell’ingegneria biomedica ha favorito l’utilizzo delle cellule staminali anche in chirurgia.  Grazie ad un prelievo minimamente invasivo e a metodiche di ingegnerizzazione tissutale è possibile ottenere un concentrato di cellule staminali autologhe che possono essere utilizzate durante l’intervento chirurgico per abbreviare i tempi di guarigione e di consolidamento dei segmenti scheletrici mobilizzati, soprattutto nei casi di gravi ipoplasie mandibolari (mandibole piccole e retruse).

Chirurgia navigata e Realtà aumentata

Rappresentano le ultime novità in campo medico/chirurgico. La recente disponibilità di queste tecnologie rappresenta un ulteriore progresso e supporto per la chirurgia ortognatica, nella correzione delle deformità facciali.

Chirurgia ortognatica - Quando?

L’intervento di chirurgica ortognatica si programma solitamente dopo la crescita scheletrica ed è di prassi supportato dalla terapia ortodontica.
La “chirurgia minimamente invasiva” e le “nuove tecnologie” hanno consentito negli ultimi anni un costante sviluppo della chirurgia ortognatica. Questo non solo ha permesso di ottimizzare le tecniche chirurgiche, ma di stabilire nuovi criteri nella valutazione della tempistica più adeguata per eseguire l’intervento, definendo così moderni protocolli di azione, basati sul momento in cui si svolge la chirurgia, rispetto all’ortodonzia di supporto.

Chirurgia “prima” (Surgery First)

Rappresenta la metodica più innovativa, dove la chirurgia ortognatica precede il trattamento ortodontico, secondo la sequenza “chirurgia-ortodonzia“. Il principale vantaggio di questo protocollo è la riduzione significativa dei tempi globali del trattamento. Il paziente può scegliere il periodo nel quale vuole essere operato, essendo svincolato dalla preparazione ortodontica. Inoltre, il risultato estetico e visibile sin dopo la chirurgia. Questo protocollo non è applicabile in tutti i casi, soprattutto in presenza di deformità facciali complesse.

Chirurgia “dopo” (Surgery After)

Raffigura la metodica convenzionale, dove l’ortodonzia precede e segue la chirurgia ortognatica, secondo la sequenza “ortodonzia-chirurgia-ortodonzia“. Tra tutti i protocolli è quello più comunemente utilizzato, poiché applicabile in tutti i casi e con risultati altamente predicibili.
Lo schema classico prevede 12-18 mesi di ortodonzia che precede l’intervento (pre-chirurgica), seguita da 6-12 mesi di ortodonzia che segue l’intervento (post-chirurgica). La chirurgia in casi selezionati può essere anticipata (Surgery Early), in presenza di forti motivazioni estetiche.

Chirurgia “solo” (Surgery Only)

In questo protocollo il trattamento ortodontico viene completamente omesso. Si tratta di un trattamento molto specifico, utilizzato solo per i pazienti con una motivazione esclusivamente estetica in presenza di una corretta occlusione dentale, per quelli con edentulia totale o sub-totale, ma soprattutto per quelli che soffrono di OSAS, ovvero della sindrome dell’apnea ostruttiva del sonno. In quest’ultimo gruppo, le motivazioni sono esclusivamente funzionali, poiché il movimento scheletrico prodotto dalla chirurgia è fondamentale per aumentare il volume delle vie aeree superiori e quindi migliorare in modo significativo il processo di respirazione durante il sonno.

F.A.Q.

Domanda Lorem A?

I am text block. Click edit button to change this text. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.

Domanda Lorem B?

I am text block. Click edit button to change this text. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.

Domanda Lorem B?

I am text block. Click edit button to change this text. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.